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Abitazioni, negozi, ristoranti, uffici e spazi pubblici. Ogni intervento parte dallo stesso metodo e arriva a un risultato diverso, perché diverso è chi lo abita.
Le fotografie raccontano il risultato, non il percorso. Dietro ogni ambiente ci sono un calcolo illuminotecnico, una selezione di apparecchi discussa con il committente e spesso una o più lavorazioni su misura — una finitura richiesta dall'architetto, una lunghezza fuori standard, un'ottica scelta per non abbagliare da un punto preciso della stanza.
Nel residenziale il tema ricorrente è la stratificazione: luce generale, luce di lavoro, luce di accento e luce d'atmosfera che convivono e si accendono a scene diverse a seconda dell'ora e dell'occasione. Nel commerciale contano la resa cromatica sui materiali esposti, il comfort di chi ci lavora tutto il giorno e i consumi.
Nell'ospitalità — ristoranti, hotel, locali serali — la luce fa gran parte del lavoro che ci si aspetta dall'arredo. Un ristorante illuminato bene fa sembrare migliori i piatti e più belle le persone sedute ai tavoli, e cambia carattere tra il pranzo di lavoro e la cena. Sono progetti dove la scenografia si costruisce con le stesse regole tecniche di un ufficio, applicate a un obiettivo opposto.
Molti di questi lavori nascono dalla collaborazione con studi di architettura che ci coinvolgono nella parte illuminotecnica. Altri da privati che sono venuti in showroom con una planimetria e un'idea vaga di cosa volessero ottenere. Il metodo non cambia: capire come lo spazio verrà vissuto, calcolare, scegliere, verificare.
Una selezione dei progetti realizzati. Ogni ambiente è unico, ogni luce racconta una storia.